Dirupo

Valdobbiadene DOCG

EXTRA DRY

Dirupo Extra Dry è un Valdobbiadene DOCG che nasce dalle uve coltivate nelle colline eroiche Patrimonio Unesco. Con bollicine sottili e spuma cremosa, offre profumi di glicine, pera, mela e pesca bianca, arricchiti da note di pasticceria. Al palato è pieno e persistente, perfetto per accompagnare aperitivi e dessert, esaltando la tradizione del territorio.

Vitigno

90% Glera, 5% Bianchetta, 5% Perera

Altimetria

200-500 m.s.l.m.

Sistema di allevamento

Cappuccina modificato

Densità di impianto

3500 ceppi per ettaro

Produzione per ettaro

135 q/ha

Vinificazione

In bianco con pressatura soffice

Fermentazione primaria

Flottazione e fermentazione a temperatura controllata

Affinamento della base in vasche di acciaio

Almeno 6 mesi

Presa di spuma

30–40 giorni

Metodo spumantizzazione

Rifermentazione in grandi recipienti “Metodo Martinotti”

Affinamento in bottiglia

1-3 mesi

Gradazione alcolica

11,5% vol.

Residuo zuccherino

15 g/l

Formati disponibili

0,75l, 1,5l ASTUCCIATO, 3l CONF. IN LEGNO, 6l CONF. IN LEGNO, 9l CONF. IN LEGNO

Dirupo Extra Dry è un Valdobbiadene Docg che nasce dall’unione di uve provenienti dal cuore della zona storica di produzione del Valdobbiadene DOCG. Come azienda che molto ha investito e creduto in questo territorio negli ultimi anni, per la creazione di questo esclusivo assemblaggio abbiamo il privilegio di poter scegliere tra numerosi appezzamenti distribuiti all’interno dei 15 comuni che compongono la nostra denominazione.

Notevole è la diversità nella conformazione dei terreni, degli strati e della varietà dei minerali in essi contenuti: passiamo infatti da marne calcaree, arenarie e conglomerati rocciosi, a terreni molto più evoluti e profondi come per esempio i Feletti. In questo susseguirsi di condizioni molto variabili, troviamo vigne che sono state piantate in zone che vanno da un’altitudine media di circa 200 m s.l.m. fino a toccare alcuni dei punti più estremi per la coltivazione della vite ad un’altitudine di 500 m s.l.m., dove ogni singola operazione deve essere svolta manualmente.

L’altitudine elevata comporta condizioni di forte pendenza: ecco perché la viticoltura che ricama queste colline Patrimonio Unesco viene definita “eroica”.
Si sfiorano infatti, nei vigneti più impervi, 1000 ore/ettaro di duro lavoro manuale in un anno: non potendoci avvalere dell’ausilio delle macchine operatrici ne esce un vino letteralmente “fatto a mano”.

La sintesi di queste disparate situazioni si traduce in un vino che fa di completezza, equilibrio e piacevolezza i suoi punti di forza. L’eleganza dell’arenaria, la finezza del calcare e la profondità delle marne si fondono in questo assemblaggio dando vita a un vino divenuto nel tempo simbolo di qualità, sinonimo di Andreola.

Di colore giallo chiaro con riflessi verdognoli, le bollicine sono sottili, numerose e continue, la spuma è cremosa.
Fiore di glicine, pera, mela, pesca bianca e note di pasticceria all’olfatto. Il sorso è pieno, ricco e persistente.
Questo è lo spumante della tradizione, identitario e territoriale. Ottimo come aperitivo, dessert compreso.

Si consiglia di servire a 6-8 °C.

Premi

Abbinamenti

Uno spumante cremoso e persistente, ottimo per:

Antipasti: Prosciutto crudo di Parma, involtini di bresaola e ricotta.

Pesce: Branzino al forno, gamberoni al vapore o insalata di polpo.

Dessert: Crostate di frutta fresca.

Il piatto tipico Veneto: Polenta e schie (piccoli gamberetti della laguna su polenta).
La cremosità del vino si unisce alla delicatezza di questo piatto.

Un perfetto calice da aperitivo o per accompagnare pasti leggeri. Servire a 6-8 °C.

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